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Taranto, un nuovo ciclo
La novità D’Addario sposta l’asse delle riflessioni d’inizio settimana.
Paradossalmente passa in secondo piano l’aspetto tecnico relativo a Taranto-Rimini, ma non ci proviamo ugualmente e partiamo dalla fine: il calcio giocato. Il dopo Rimini. Brutto, solo nel secondo tempo, ma vincente.Attualmente gli jonici non incantano per il bel gioco, per carità le attenuanti ci sono tutte: squadra rinnovata, caldo e gli avversari.Siamo concordi con il “Pagni pensiero”: “cerchiamo di migliorare, ma con la pancia piena”.Del resto sei punti conquistati in tre gare non sono certo da buttare e il secondo posto in classifica(in coabitazione con il Portogruaro) lascia ben sperare.La nota positiva è costituita dal primo tempo, ben giocato dagli uomini di mister Braglia, a cui ha fatto seguito il solito calo fisico, ma anche di concentrazione nella ripresa.Da rivedere soprattutto le prove dei due esterni: il “garibaldino” Bolzan, magari dovrebbe curare meglio la fase difensiva; mentre Felci pecca ancora in continuità di rendimento.Nel complesso la squadra cerca ancora una sua fisionomia: le giocate paiono frutto più delle iniziative dei singoli(vedi alle voci: Correa, Scarpa e Corona) che della coralità della manovra.I rossoblu si sono ritrovati di fronte un Rimini, che seppur ordinato, ha palesato una scarsa incisività in avanti, aspetto quest’ultimo da non trascurare.Mister Braglia ha tutte le ragioni per predicare: “tanto lavoro e poche parole”, del resto siamo solo all’alba del torneo. L’era D’Addario.Arduo contattare l’indaffaratissimo “Re delle auto” alle prese con un passaggio societario, che attende la certificazione notarile(attesa in settimana ndr).Una sfida affascinate attende l’imprenditore jonico, che, per sua stessa ammissione, è un alieno nel mondo de calcio.Tantissime le problematiche sulla scrivania del nuovo patron: questione stadio(da riportare alla sua capienza originaria), organigramma societario da riconfigurare, settore giovanile da rifondare, main sponsor da reperire, rapporti con i tifosi e stampa(manca ancora un addetto s.dopo le dimissioni di Ninni Cannella) da costruire ex novo.Abbiamo dimenticato qualcosa? Si, tanto altro.Ma vorremmo ricordare alcuni casi “spinosi”: quello legato a Fabio Prosperi, fardello “economico” della recente gestione, senza dimenticare i calciatori Giorgino e Spinelli.Dunque buon lavoro presidente…e un grosso in bocca al lupo. Iodice e Pagni, quale futuro.Definiti, senza troppi giri di parole, degli “yesmen” dal neo-presidente rossoblu, i due dirigenti jonici attendono il loro futuro.Il loro accantonamento, almeno in apparenza, potrebbe essere questione di ore.Ma nel calcio, come nella vita: “mai dire mai”. Beccalossi in riva allo Jonio? Il presidente D’addario non ha mai celato l’amicizia con l’ex-calciatore dell’Inter e del Brescia Evaristo Beccalossi, che, da noi contattato telefonicamente, non ci quasi spazio per presentarci ed attacca: “Taranto è una città bellissima che conosco.Il presidente D’Addario? E’ un amico con il quale ho già una situazione in piedi attraverso il suo gruppo.Mi piace il suo entusiasmo e il suo progetto”.Non resta che congedarci, il saluto dell’ex-fantasista nerazzurro è eloquente: “Sicuramente avremo modo di conoscerci”.Semplice consulente di mercato del presidente rossoblu o qualcos’altro? Il tempo ci fornirà delle risposte. Enrico Losito www.calciopress.net . Fonte : www.calciopress.net
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Written By: host
Date Posted: 9/7/2009
Number of Views: 702
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