RegisterLoginThursday, September 09, 2010 CalcioMercato   Cerca
Macalli, lettera da Manfredonia
Manfredonia - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inoltrata da Angelo Riccardi, consigliere del Manfredonia Calcio (iscritto alla Seconda Divisione della Lega Pro, girone C), al presidente della Lega Pro Mario Macall.
Attiene alla rissa scoppiata al termine della partita Scafatese-Manfredonia, in calendario per la seconda giornata, che si disputava sul campo neutro di Sant’Antonio Abate.Oltre a stigmatizzare l’episodio, apre anche un interessante contenzioso sull’inidoneità degli impianti utilizzati per la disputa delle gare di terza e quarta serie nazionale.“Caro Mario,non avrei mai pensato di rivolgermi direttamente a te, ed in siffatta forma, ma ritengo sia arrivato il momento in cui posso dire, senza ombra alcuna di smentita, che la misura è ormai colma.Ti scrivo a distanza di 48 ore dalla turpe, vile e gratuita aggressione subìta dal preparatore atletico del Manfredonia Calcio, Rosario Sabella, in quel di Sant´Antonio Abate (campo designato dalla Lega Pro stante l´indisponibilità di quello di Scafati) e, nonostante il tempo giova nello smorzare i toni e forse anche l´indignazione, resto fermamente convinto che si sia andati decisamente oltre ogni più paziente comprensione.Appare grave che un tesserato del Manfredonia Calcio venga malmenato senza alcuna ragione o colpa specifica, ammesso e non concesso che possano esistere situazioni in cui l´uso della forza è legittimo, ed è ancora più grave ed imperdonabile che tali violenze siano state perpetrate dal personale adibito alla sicurezza dello stadio, meglio conosciuti come "steward".Un ruolo fondamentale, nella nuova organizzazione che ci stiamo dando, per fronteggiare gli episodi di violenza che rischiano di minare per sempre l´immagine dello sport più affascinante e coinvolgente che possa offrire l´intero panorama.Non è accettabile in alcun modo sapere che gli stessi che dovrebbero garantire le basilari condizioni di sicurezza sono coloro i quali arbitrariamente trattengono ed indirizzano verso il sottopassaggio, e picchiano un tesserato della squadra ospite.Sono avvilito ma al tempo stesso fortemente motivato e pronto a qualunque genere di iniziativa possa restituire dignità, professionalità, correttezza e rispetto ad una categoria calcistica che diventa sempre più ostaggio di violenti e di divieti che non trovano fondamento in alcun dato oggettivo.A questo proposito non ti nascondo che la scelta stessa di far disputare la gara, tra i padroni di casa della Scafatese ed il Manfredonia, senza permettere alla tifoseria sipontina di presenziarvi è stata una decisione che ancora non riesco a comprendere appieno.Evidentemente mi manca qualche elemento, e non so quale potrebbe essere, visto che le motivazioni addotte dal Prefetto competente non trovano fondamento nei dati in nostro possesso.Per tua comodità, infatti, ti ricordo che il divieto di trasferta per i tifosi manfredoniani derivava dalla stima che la presenza del pubblico scafatese sarebbe stata ben superiore ai mille posti disponibili per la tifoseria di casa, ragione per cui era necessario requisire anche il settore che invece si sarebbe dovuto destinare ai tifosi ospiti.Facendo riferimento sia ai dati ufficiali della stagione scorsa, che parlano per la Scafatese di un numero medio di spettatori pari a 404 (quattrocentoquattro), e sia a quelli delle gare di Coppa Italia di Lega Pro di questa primo scorcio di stagione, allorquando l´afflusso del pubblico non fu affatto così ingente come qualcuno vorrebbe far sembrare, matura in me la convinzione che ci sia proditorietà in determinati atteggiamenti.Mi lascia interdetto anche sapere che la scelta del campo sia ricaduta sull´impianto di Sant´Antonio Abate, a detta del Prefetto di cui sopra inadeguato per accogliere entrambe le tifoserie.Possibile che in una terra così zeppa di impianti calcistici non si sia potuta esercitare una scelta più oculata? Se vogliamo essere d´esempio per le generazioni odierne e future quale credibilità possiamo mostrare penalizzando una tifoseria che non è mai assurta alle cronache per atti delinquenziali o comunque di una certa violenza? Crederà nel valore della "giustizia" un ragazzo che si vede impedire di seguire la propria squadra del cuore per timore che possano capitare incidenti e poi apprende che violenza c´è stata ma ad opera di chi presta lavoro per far sì che tutto si svolga secondo i crismi della legalità e del fair play? Caro Presidente, ricorderai di certo quanto richiesto dal Manfredonia Calcio ad inizio stagione e nella tempistica prevista dalla Lega, e cioè l´inserimento nel Girone B della Seconda Divisione.Il nostro non è stato un atto arbitrario o peggio ancora un tentativo di approfittare di chissà cosa e chi, è stato più semplicemente il tentativo estremo di permettere principalmente a chi ci segue di poter scegliere se presenziare ad una determinata partita o meno.Una richiesta che avrebbe comportato per il Manfredonia Calcio oneri economici maggiori ma, di questi tempi, un estremo e spassionato tentativo di non soccombere di fronte all´impotenza della Lega da te rappresentata.Un tentativo per far sì che sia il libero arbitrio, e non un invalicabile divieto, a determinare la presenza o l´assenza dei nostri tifosi.Una richiesta, la nostra, motivata dettagliatamente ed avallata dagli organi preposti di Pubblica Sicurezza.Una richiesta caduta nel vuoto e, peggio ancora, nel silenzio della Lega di appartenenza.Eppure dando una scorsa ai nomi delle squadre inserite nel Girone B non mi pare che si sia scelto un criterio puramente geografico ma, al di là di ciò, la realtà resta una sola: chi grida "al lupo, al lupo" non viene creduto e nel frattempo il gregge viene divorato famelicamente dal predatore di turno e si assottiglia sempre più.E´ questo ciò che vuole la Lega Italiana Calcio Professionistico? Un sempre maggiore distacco da parte del pubblico a discapito dei facinorosi? Proseguire nell´atto di lavarsi le mani, girando la testa dall´altra parte, dinanzi al continuo perpetrarsi di atti e situazioni che nulla hanno a che fare con lo sport e con il significato morale, etico e sociale che bisogna dare alla pratica calcistica? Si predica bene ma si razzola male, le intenzioni sono delle migliori ma la realtà resta quella descritta qui sopra.Non voglio dilungarmi oltre, conscio di averti sottratto tempo ma al contempo sono sicuro che questa volta saprò ricevere da te le, convincenti, spiegazioni che ti richiedo.E´ il momento che la parole lascino spazio alle azioni, che il pragmatismo prenda il posto degli utopici appelli ripetuti a iosa senza alcuna applicazione, che la Lega Italiana Calcio Professionistico scenda realmente in campo per tutelare i sani valori dello sport e le Società che vi si rifanno indefessamente.Noi vogliamo rispetto.Lo stesso che portiamo e mostriamo nei confronti delle Istituzioni, delle altre Società e di chiunque, in un modo o nell’altro, abbia a che fare con il nostro ambito di competenza.Una chimera?  (Angelo Riccardi)”.  Redazioneweb - www.calciopress.net.

Fonte : www.calciopress.net

Written By: host
Date Posted: 9/3/2009
Number of Views: 139

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