RegisterLoginThursday, July 29, 2010 CalcioMercato   Cerca
Il calcio italiano sommerso dai debiti
- Come si apprende da un interessante articolo apparso sul Sole 24 ore, le venti squadre che disputeranno il prossimo campionato di serie A sono sommerse da un indebitamento che ammonta alla cifra-monstre di 2 miliardi di euro.
  È pur vero che la Premier League in Inghilterra e la Liga in Spagna accusano deficit superiori (oltre 3 miliardi), ma è altrettanto vero che le venti squadre che disputeranno la prossima Serie A devono fare i conti con un giro d'affari molto più ridotto.Senza contare, ciò che è assai più grave, che possono disporre di patrimoni netti valuati nel complesso appena 600 milioni.  Non mancano realtà virtuose.Tra queste si segnalano Fiorentina, Roma e Parma.Club che coprono le perdite con oltre un terzo di risorse proprie.Nell'insieme tuttavia emerge un quadro contabile che imporrebbe una netta inversione di rotta nella gestione di gran parte dei club.La natura degli indebitamenti varia a seconda delle società.Il Milan ha 110 milioni di esposizione verso le banche, la Lazio 72 milioni di debiti verso l'Erario (frutto del concordato con l’Agenzia delle Entrate sottoscritto dal presidente Lotito nel 2005).Molto alti anche i debiti che residuano dal calciomercato e molte le società che dimostrano scarsa puntualità nel saldare i fornitori.La criticità della situazione, osserva il Sole 24 ore,  è dimostrata dall'attenzione con cui i revisori contabili si preoccupano di segnalare, in modo più o meno esplicito, come la "continuità aziendale" delle società sia assicurata solo dalla disponibilità dei proprietari a staccare assegni che ripianino i capitali erosi dal rosso degli esercizi.Una disponibilità che però la crisi economica sta facendo vacillare anche nelle più generose presidenze milanesi.I revisori del Milan, a fronte di una perdita 2008 di 77 milioni precisano come l'azionista Fininvest Spa abbia dichiarato l'impegno a fornire un adeguato supporto finanziario per un periodo non inferiore a 12 mesi, così da garantire la continuità aziendale.L'Inter, invece, ha un patrimonio netto negativo e i revisori ribadiscono che il bilancio è stato redatto nel presupposto della continuità aziendale in base all'impegno del socio di riferimentoLa situazione è questa.La decadenza del calcio italiano e il suo scarso appeal a livello europeo si spiegano con questi due miliardi di indebitamento a fronte di mezzi propri che ammontano a soli 600 milioni.Uno squilibrio economico impossibile da sopportare per qualunque azienda "normale".  Ciò comporta interventi diretti e sostanziosi dei presidenti per tenere in piedi la baracca.Fino a quanto potrà durare? Fino a quanto i presidenti potranno continuare a erodere i propri beni personali in un contesto caratterizzato da aziende che si trovano dentro al tunnel di una crisi globale di cui non si vede lo sbocco?   Senza una drastica riorganizzazione del sistema calcio e senza un drastico (e doveroso) abbassamento degli ormai insostenibili costi di gestione, il castello di carte è destinato a franare.Prima di quanto si possa credere.  Stefano Mutolo - www.calciopress.net.

Fonte : www.calciopress.net

Written By: host
Date Posted: 3/5/2010
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