C'è tanta delusione tra i tifosi per come sta finendo una stagione nata nel migliore dei modi. «All’inizio della stagione - dice Carmelo Natali - tutti quanti noi credevamo che il Gallipoli potesse lottare per centrare almeno l’obiettivo dei play off.
Invece adesso, quando mancano solo due giornate alla fine del campionato, si può dire che siamo oramai praticamente fuori da qualsiasi discorso promozione. Peccato perchè le premesse c'erano veramente tutte». Quando accadono queste cose non si sa mai di chi può essere la colpa. Anche il cambio in panchina tra Dario Bonetti e Vincenzo Patania non ha portato i frutti sperati, anzi il rendimento della squadra è calato. «Nel calcio non esiste la controprova - dice Giovanni D’Amato - e quindi non possiamo sapere come sarebbe finito questo campionato con Bonetti sulla panchina. Fatto sta che la delusione è veramente tanta e in questo momento ognuno di noi trova dei responsabili, ma in realtà non sappiamo di chi possa essere la colpa anche se appare spontaneo prendersela con i giocatori che scendono in campo e con l’a l l e n at o re » .
La condanna degli ultras
«Se qualcuno vuole incolparci, sciogliamo il sodalizio»
fonte LaGazzettadelMezzogiorno.it
I tifosi del Gallipoli non ci stanno. L’attentato che ha danneggiato l’autovettura del direttore sportivo Danilo Pagni ha
indirizzato l’attenzione sul rapporto tra il dirigente e gli ultras. «Prima di tutto esprimiamo la nostra solidarietà a Pagni - dice il presidente del club “Francesco Bello” Cosimo Scorrano, detto Ayala - per quello che gli è accaduto. Quello che è successo è veramente assurdo e noi esprimiamo tutta la nostra condanna verso questo atteggiamento che è completamente fuori dal nostro modo di essere e di comportarci. Quando abbiamo deciso di criticare la squadra o la società lo abbiamo fatto a viso aperto davanti agli interessati e facendoci vedere per bene. Infatti, noi siamo contrari a qualsiasi tipo di azione che possa interessare dei corpi morti o che venga fatto durante le ore della notte».
Bisogna, infatti, dare atto ai tifosi organizzati, che da moltissimi anni Gallipoli è estranea dalla cronaca nera prestata a quella sportiva. «Fatti violenti sono oramai nel dimenticatoio della storia calcistica cittadina - continua Ayala - e noi tifosi facciamo tutto l’impossibile affinchè la domenica allo stadio possa venire tutta la famiglia e il nostro incitamento si limita a tifare pro o contro la squadra senza fare uso di mezzi violenti». Per quanto riguarda l’attentato, l’estraneità dei tifosi giallorossi è fatto certo. «Con Pagni abbiamo un ottimo rapporto - conclude il rappresentante dei tifosi - a tal punto che passiamo gran parte del tempo assieme e certe volte andiamo anche in pizzeria con le nostre famiglie.La nostra paura è che qualcuno metta in essere questi atteggiamenti stando alle nostre spalle per far ricadere le colpe dell’azione su di noi. Se così stanno le cose, potremmo pure decidere di sciogliere il club perchè non vogliamo essere di copertura a nessuno. Vogliamo vivere il calcio come uno sport sano e genuino. Per questo condanniamo quello che è accaduto a Pagni, anche perchè sappiamo in che condizioni deve lavorare e i grandi risultati che ha raggiunto qui a Gallipoli e anche per questo da noi riceve stima e affetto».